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ELISA RONER: TALENTO TRA I TALENTI 2020

Le Olimpiadi di Tokyo sono molto lontane ma, se il progetto Talenti 2020 mira proprio ai giochi giapponesi, allora Elisa Roner sta seguendo il percorso giusto. 15 anni compiuti il mese scorso, e residente a Chizzola di Ala, la giovanissima atleta si appresta a scalare le classifiche mondiali del tiro con l’arco. L’abbiamo incontrata tra una sessione e l’altra di test al Cerism, nella prima delle tre giornate previste dall’ultimo raduno e scoperto la sua passione per le culture orientali, i vantaggi della concentrazione e molto altro ancora.P_20160729_105426
Quando è nata la passione per il tiro con l’arco?

Ho cominciato a tirare a sette anni, grazie a mia nonna Iosè Fontana. E’ stata lei a iniziarmi al tiro con l’arco e a portarmi in palestra. Da lì, da quei pomeriggi al centro di tiro di Rovereto è nata la curiosità per questa disciplina e poi la passione. E tutt’ora mi allena.

La svolta è stata il cambio di arco.

Dopo sette anni nei quali ho tirato esclusivamente con l’arco olimpico, ho deciso di cambiare. Volevo sperimentare qualcosa di nuovo e ho provato il compound. Non è stato facile il cambio, in particolare la parte iniziale. Capire come funziona lo sgancio, le dinamiche di un nuovo arco. Però una volta addentratami il nuovo arco mi è piaciuto sempre di più e ora mi dedico solo a questo, anche se ogni tanto uso quello tradizionale ma soltanto per divertirmi.

Dallo scorso novembre fai parte del progetto Talenti 2020. Hai ottenuto qualche vantaggio?

Penso sia ottimo soprattutto il lavoro con lo psicologo. Mi ha aiutato molto a migliorare la concentrazione, fondamentale durante le gare e in particolare quando sono “in mira”. A ogni tiro penso più a quello che sto facendo e perché sto facendo determinate cose e quali vantaggi mi daranno, piuttosto che ripetere a memoria i gesti tecnici e basta.P_20160729_102557

A soli 15 anni hai già una medaglia d’argento in bacheca conquistata pochi giorni fa ai campionati europei e un record italiano.

L’ho fatto segnare a maggio, a Bucarest. Nuovo record italiano nei “match”, ovvero sfida uno contro uno in 5 volee da 3 frecce. Si possono fare al massimo 150 e lei ne ha fatti 146. Ai campionati europei poteva andare meglio ma mi “accontento” del record italiano e di vestire la maglia azzurra assieme alle mie compagne Camilla e Francesca. A settembre ci saranno i campionati italiani all’aperto, lì voglio fare bene. Devo dire che sia con loro sia con lo staff mi trovo molto bene.

0Quando non sei in nazionale e non tiri con l’arco cosa ti piace fare?

Frequento il liceo Fabio Filzi a Rovereto. Riesco a conciliare abbastanza bene scuola e sport e una volta finito mi piacerebbe fare la psicologa o la fisioterapista. Oppure, perché no, studiare le lingue e diventare un interprete. Mi piacciono le lingue e mi piace viaggiare e ultimamente mi sono avvicinata alle culture e religioni orientali, in particolare il buddismo. Tutto nasce da un viaggio in Thailandia fatto lo scorso anno che mi ha folgorato. Sono atterrata a Bangkok e ho girato per quattro giorni la città e i mercati. La cosa che mi ha stupito era la gente: parevano tutti molto simpatici e straordinariamente accoglienti, al punto da invitarci a casa loro. Il giorno di capodanno, per esempio, ho cenato a casa di alcuni abitanti del luogo che avevo conosciuto soltanto pochi minuti prima, ma hanno insistito per invitarmi a cena. In seguito sono andata sull’isola di Ko Chang, conosciuta come “isola degli elefanti”, e anche lì tutti erano molto felici e socievoli. Una cosa che mi ha colpito molto e da lì è nato il mio interesse per questo mondo orientale sul quale mi informo ogni giorno di più.

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