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Tra Rovereto e Pinè per arrivare a Pechino

Dalle Olimpiadi giovanili a quelle assolute, da Lillehammer a Pechino 2022 migliorandosi continuamente e lavorando sulla propria testa. La parabola sportiva di Francesco Betti, pattinatore sedicenne di Pergine, è appena all’inizio ma l’obiettivo a lungo termine è fissato. Da qua al 2022 ci sono ancora sei anni nei quali può succedere di tutto, ma alla sua giovane età anche il solo aver assaggiato un po’ di quello spirito che aleggia nelle Olimpiadi è un propulsore non indifferente. Assieme ad altri suoi “colleghi” di Talenti 2020 nei giorni scorsi si è diviso tra il Cerism di Rovereto e l’Ice Rink di Piné e qua oltre ai test preliminari ha posto le basi per migliorare ulteriormente intensità ed efficacia degli allenamenti. Come andare più veloci ce lo spiega direttamente lui: “Per prima cosa spiega Francesco – serve una buona preparazione fisica. Un’altra componente importante è la tecnica, fatta di posizione sui pattini, equilibrio, spinta e molti altri accorgimenti che si imparano andando sul ghiaccio. L’errore che si commette più di frequente è quello di non spingere completamente, magari fare leva verso l’alto invece che lateralmente e così non si sfrutta appieno la propria capacità e si rallenta. Infine serve la convinzione nei propri mezzi. E’ fondamentale e senza quella non si va da nessuna parte”.image

E convinzione Francesco Betti ne ha da vendere, tanto che l’ha portato a essere inserito tra gli atleti che lo scorso febbraio hanno fatto parte della delegazione azzurra ai Giochi Olimpici Giovanili di Lillehammer. Cose che si portano dentro tutta la vita e si raccontano ai nipotini, anche se non si è vinto e non si è andati nemmeno vicino al podio (22° nei 500 e 24° nei 1500), ma l’importante in queste manifestazioni è esserci: “Non ho vinto – prosegue Francesco– ma non importa, è stata una bellissima esperienza. Sono state due settimane indimenticabili. Abbiamo fatto le gare, mi sono migliorato ma mi sono anche divertito e respirato un’atmosfera mai vista in nessun’altra manifestazione. Per le medaglie ci sarà tempo più avanti. Speriamo”.

In attesa di nuove chiamate in nazionale Francesco frequenta l’Iti Buonarroti a Trento, indirizzo chimica e biotecnologie e quando non si allena percorre fior di chilometri lungo la ciclabile della Valsugana. “Mi piace molto andare in bicicletta – in questi giorni non mi perdo una tappa del tour de France e spesso pedalo anche per allenamento così sento meno la fatica. Solitamente lungo la ciclabile, ma appena posso esco e mi arrampico sulla Panarotta o sul Monte Rovere o lungo la salita che mi ispira al momento. Altrimenti mi alleno tutti i giorni almeno 2 ore nel periodo scolastico, nel periodo estivo due  volte al giorno”.P_20160715_152331

Attività decisamente impegnativa, ma i risultati si sono visti: “Mi allena Giorgio Baroni – conclude – e dalla scorsa estate sono nel giro della nazionale. Questi testi servono per conoscere la soglia aerobica, potenza e frequenza massima, di fatto un contributo utile, dei parametri che aiutano nell’allenamento per tenere alta l’intensità e migliorare i dettagli, che poi fanno la differenza. I miei obiettivi? Beh per ora fare molto bene nelle tre tappe di Coppa del Mondo e poi qualificarmi per i mondiali junior di Helsinki a febbraio. Le Olimpiadi del 2018 sono un po’ troppo vicine, temo che le guarderò in televisione, ma per quelle del 2022 c’è tutto il tempo per provare a partecipare”. Da Rovereto a Pechino, la strada è tracciata.

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