Scherma

La scherma entra nella famiglia di Talenti 2020

La scherma entra a far parte del progetto Talenti 2020. Pochi giorni fa una delegazione guidata dal consigliere federale Salvatore Luria e dal commissario tecnico della spada Sandro Cuomo ha fatto visita al Cerism e alle strutture di Rovereto che accolgono le giovani promesse. La presenza è preludio all’entrata della decima federazione sportiva nel progetto per sviluppare le potenzialità dei migliori giovani atleti italiani, ma in realtà si tratta di una sorta di ritorno a Rovereto. Fino qualche anno fa si poteva tirare di scherma anche nella città della quercia in quanto l’unica società trentina svolgeva i propri allenamenti nella palestra sotto la tribuna ovest del palazzetto dello sport. Ora gli schermidori sono a Trento, ma la speranza è che l’arrivo di una disciplina possa coincidere con una nuova linfa per il movimento locale. Nell’attesa di vedere la futura Valentina Vezzali o il futuro Aldo Montano allenarsi assieme allo staff di Talenti 2020 i vertici federali hanno incontrato i responsabili e lo staff di psicologi e alimentaristi del progetto. Questo il loro commento: “Abbiamo confrontato ora persone e spazi – spiega Lauria – e l’impressione è molto positiva. Un tassello che manca nel panorama tecnico della nostra federazione per dare un supporto per le generazioni future. Le fasce d’età sono leggermente più avanti rispetto a quelle solitamente utilizzate. Noi porteremo a Rovereto i ragazzi tra i 15 e i 17 anni in quanto per noi è l’età più interessante per individuare i talenti perché già qualche anno prima si effettua una scrematura “naturale” dove emergono i migliori. Purtroppo anche nel nostro sport non manca una componente di abbandono comune a tutte le discipline. E’ anche una questione di età e di cambiamenti, non voglio colpevolizzare i ragazzi. Intorno ai 14 anni si cominciano a fare delle scelte personali per il proprio futuro, la scuola si fa più impegnativa e chi non raggiunge un livello molto alto tende a smettere. Purtroppo questo è dovuto alla scarsa cultura sportiva generale ed è importante che le famiglie intervengano. Lo sport è anche svago e divertimento, bisogna trasmettere il messaggio che si possono ottenere soddisfazioni anche senza vincere le Olimpiadi e che lo sport diventa uno stile di vita salutare. Certo che se i ragazzi non rimangono in palestra è dura…”.20d63eb7-e467-40b7-80e8-203262f8c47a
Come le altre federazioni anche la scherma effettuerà tre giorni di test tre volte l’anno da qua alle Olimpiadi di Tokio con l’obiettivo di raccogliere quanti più dati possibile e intervenire negli aspetti più trascurati dei giovani che praticano questo sport. “Alcuni aspetti – afferma Cuomo – come quello psicologico e quello alimentare, sono elementi che non si possono più trascurare, non si può più affidarsi soltanto al talento e gli impianti roveretani danno la possibilità di mettere a fuoco ogni dettaglio con precisione. In particolare cureremo la preparazione fisica. Finora è sempre stato un aspetto gestito in maniera piuttosto improvvisata e si nota quando ci confrontiamo con i ragazzi delle altre nazionali. Vogliamo intraprendere due percorsi: un primo per sostenere e integrare il programma di allenamento che svolgono i ragazzi, il secondo per promuovere la scherma anche in questo territorio; siamo sicuri che anche a Rovereto, ma in tutto il Trentino, ci siano dei talenti nella scherma come in ogni sport, ma se non sono valorizzati difficilmente potranno dimostrare il loro reale valore”. Buona fortuna e buon lavoro a tutti. Scherma

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