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In Trentino ci si allena e si cresce. Tutti assieme

Un momento importantissimo di aggregazione e consapevolezza dei propri mezzi. Si riassume così il pensiero di Gabriele Minchio, capo tecnico del Circolo Pattinatori Artistici Trento, presente al raduno di “Talenti 2020” dello scorso weekend a Pinzolo. Nella località rendenese si sono dati appuntamento 13 ragazzini tra gli 11 e i 16 anni, provenienti tutti dal nord Italia tranne per una giovane pattinatrice romana. Il resto lo fanno Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte e Veneto. Un secondo appuntamento dopo quello andato in scena a fine aprile al palaghiaccio di Trento per verificare eventuali progressi soprattutto fisici dei ragazzi coinvolti. Ecco perché, sebbene le location siano diverse, i test al Cerism sono stati ripetuti. Qua abbiamo incontrato il tecnico di Asiago.
Coach Gabriele Minchio come sta procedendo il programma?P_20160902_103608
I test fisici e atletici sono i medesimi di aprile. Servono per mettere a confronto i dati cinque mesi fa con quelli che otterremo in questi giorni e capire cosa sta succedendo ai ragazzi. Il programma sul ghiaccio, invece, è leggermente diverso. La nuova stagione agonistica è già iniziata quindi i carichi sono più leggeri e le sedute meno intense rispetto a quelle di aprile.
Per i ragazzi cosa significa essere qua?
Sicuramente questo raduno costituisce un grande stimolo. Innanzitutto si sentono importanti e valorizzati, in più si tratta di una nuova esperienza e quindi ci tengono molto a migliorarsi e a farsi trovare preparati a questi ritiri. Altro fattore molto importante è il ruolo aggregativo di queste giornate. Durante la stagione l’unico momento che hanno questi ragazzi per incontrarsi sono le gare, dove però l’atmosfera è diversa e la testa è concentrata altrove. Qua hanno la possibilità di legare tra di loro, fare amicizia, creare un gruppo condividendo gli stessi obiettivi e stringere legami che durante le competizioni non sono così immediati. A livello tecnico i ragazzi sono selezionati dalla federazione e dalla commissione tecnica federale, per essere qua ci vogliono requisiti particolari e parlo di essere in grado di riuscire a compiere alcuni salti, ottenere piazzamenti e punteggi durante le gare. Insomma, qua è presente l’élite del pattinaggio giovanile nazionale.
C’è qualche difetto da correggere?P_20160902_103230
No, non ci sono difetti particolari tra questi ragazzi. Anche perché svolgere questi test fisici è molto importante: ci permettono di tutelarli, vedere quali sono le loro carenze e migliorarle per evitare infortuni in un secondo tempo. Per quanto riguarda il lavoro sul ghiaccio ci siamo mossi in maniera differente: ad aprile abbiamo improntato il lavoro sull’interpretazione e sulla danza, in questi giorni abbiamo eseguito i programmi che porteranno nelle gare durante la stagione. Si tratta di una sorta di verifica tecnica per ogni singolo atleta.

Gli allenamenti come procedono?

Ogni ragazzo svolge sempre un’attività propedeutica prima di calzare i pattini ed entrare in pista. Si tratta di una preparazione atletica fatta di danza, ginnastica e pilates, poi ogni allenatore decide cosa è meglio per il proprio allievo. Anche in questa occasione alterneremo sessioni “a secco” e sessioni di pattinaggio e verifica dei programmi svolti.
A livello generale qual è lo stato di salute del pattinaggio italiano?
A livello di nazionale giovanile posso dire che questo è un ottimo momento perché abbiamo formato un bel gruppo con 13 ragazzi giovani con grandi capacità tecniche. Giusto la settimana scorsa alla prima tappa del Gran Prix junior di Grand Prix Junior di Sait-Gervais-les-Bains, in Francia, l’altoatesino Daniel grass a soli 14 anni ha conquistato il settimo posto, un grande risultato.
P_20160902_103158Che risultati vi aspettate di ottenere dal ritiro?

Come detto prima il risultato più importante è l’aggregazione e lo stimolo ad andare avanti nella disciplina e questo è già molto. Per noi tecnici è un momento di confronto e di verifica nel quale possiamo avere suggerimenti per migliorare e per capire dove sbagliamo e come intervenire.

Il rapporto con i genitori è buono?

I genitori sono presenti e sono contenti che i loro figli siano presenti. Poi ognuno fa il proprio ruolo e loro fanno i genitori. Le interferenze fanno parte “del pacchetto” di ogni atleta, ma la cosa fondamentale è che atleti, allenatori e genitori che remino nella medesima direzione. Personalmente con i genitori dei miei ragazzi non ho alcun problema, loro son presenti e, a mio parere, devono essere presenti. Lo devono essere nel modo corretto, supportando i figli a proseguire nella loro pratica sportiva.

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