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Il badminton a Rovereto tra spille e rovesci

Sono nove ragazzi, provengono dal nord Italia (Piemonte, Lombardi e Alto Adige), hanno un’età compresa tra i 12 e i 14 anni e hanno svolto il loro primo stage in assoluto a Rovereto. Loro sono i giovani talenti del badminton, federazione relativamente nuova tra quelle associate al Coni, e pochi giorni fa hanno concluso il loro primo stage all’interno del progetto Talenti 2020. Si tratta della prima partecipazione del badminton al progetto, alla quale la federazione ha accettato con entusiasmo l’invito degli organizzatori nell’ottica di proseguire e migliorare il percorso di formazione già attivato “Progetto Giovani 20/24″. Come spesso accade la sede logistica è Rovereto dove, guidati dal tecnico Fabio Morino e dalla giocatrice/tecnica Gloria Pirvanescu in compagnia degli allenatori Fabio Tomasello, Csaba Hamza ed Erika Stich provenienti dai club di appartenenza dei giovani, i ragazzini hanno trascorso un paio di giorni divisi tra la palestra di Marco e il Cerism per i consueti test e riunioni.
bad4Coach Morino, cosa possono dare in più questi stage?
Si tratta di una prima volta e questo significa che per la prima volta possiamo dare ai ragazzi degli approfondimenti importanti, operando allo stesso modo di quanto accade nei nostri raduni federali per poi creare una stretta collaborazione con i club di appartenenza e condividere un percorso di formazione e crescita.  Alla tre giorni, infatti,  partecipano anche i tecnici che quotidianamente seguono i ragazzi e per loro si tratta di un salto di qualità notevole perché in Italia ci sono 82 club e uno stile di vita sempre diverso. In questi giorni, invece, i giovani ricevono un’infarinatura del comportamento e delle pratiche da seguire se si vogliono raggiungere certi risultati. Si tratta, in sostanza di un primo filtro per poi accompagnare i ragazzi nel progetto giovani già esistente all’interno della FiBa.
Come si svolgono gli allenamenti?bad2
A livello tecnico i contenuti sono gli stessi, nei primi giorni si fa un po’ di richiamo e di tecnica, poi si prosegue con esercizi diversi riguardanti alcuni schemi per migliorare il gioco, la tattica e il movimento in campo. Il valore aggiunto sono le sedute con lo psicologo, cosa che per quanto riguarda il badminton accade soltanto nella struttura federale a Milano per i più cresciuti 2 o 3 volte al mese. Inoltre abbiamo la possibilità di lavorare con un nutrizionista. L’alimentazione in un ritiro è differente da quella di casa che spesso non è proprio compatibile con le attività sportive.
Il progetto si chiama Talenti 2020, questi ragazzi sono troppo piccoli per pensare alle Olimpiadi?
E’ quasi proibitivo per i senior, pensare alle Olimpiadi, figuriamoci per questi ragazzini. Da quando esiste la federazione ci siamo qualificati soltanto 2 volte ai Giochi. Di conseguenza per noi già aver la possibilità di partecipare alle olimpiadi è un grosso risultato. Loro sono molto giovani, da qua al 2020 debbono fare un percorso molto lungo di avvicinamento ed è troppo resto parlarne, certo questo progetto e quelli della federazione aiutano molto proprio perché accompagnano i ragazzi nel loro sviluppo.
Come possono accedere i ragazzi a questi stage?
Il badminton assomiglia per certi versi alle arti marziali. Per esempio per partecipare nel progetto Vola in Azzurro è necessario essere in possesso di determinati colpi e anche questi ragazzi non sono qua per caso. Come nelle arti marziali vengono assegnate le cinture di diverso colore a seconda del livello raggiunto, nel badminton invece si conferiscono le spille a chi riesce a padroneggiare la racchetta in modo da effettuare con regolarità alcuni colpi precisi. Più colpi si hanno più spille si ottengono e più spille si hanno più è facile entrare nel giro di stage e progetti. Un modo per selezionare i migliori al di là dei risultati agonistici.
Come si potrebbe migliorare il badminton?
Si potrebbero convocare ai vari stage anche gli allenatori delle società. A livello federale, ma anche nei raduni ci sono 3 o 4 allenatori che seguono una decina di ragazzi, mentre in una società l’allenatore può anche essere uno solo per 20 persone. Più ci sono tecnici più i ragazzi sono seguiti a livello individuale e diviene più facile sia insegnare sia correggere eventuali errori. E’ necessario, infine, fare più stage come questi, in modo da poter seguire i giovani atleti, incamerare dati e valutare i miglioramenti ripetendo i test a distanza di qualche mese.bad1

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