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“Campioni si diventa”. Parola di Natalia Valeeva

“I giovani abbiano la pazienza di ascoltare e la voglia di migliorarsi”. Parola di Natalia Valeeva, pluricampionessa mondiale di tiro con l’arco. Nei giorni scorsi l’atleta moldava, naturalizzata italiana dopo il matrimonio, ha incontrato nel centro di tiro alla Baldresca i 18 ragazzi chiamati a far parte del progetto “Talenti 2020”. La campionessa ha narrato la sua esperienza dai primi passi alle vittorie internazionali, dalla partecipazione alle sei Olimpiadi ai 10 campionati mondiali vinti. Un racconto che ha catturato l’attenzione degli arcieri e ha permesso loro di carpire direttamente dalla voce di una campionessa di riferimento del tiro con l’arco qualche segreto e qualche dritta per potersi migliorare: “Ho spiegato ai ragazzi – afferma Natalia – che io non sono nata campionessa, ma lo sono diventata. Non ho praticato il tiro con l’arco fin da bambina e all’inizio della mia carriera ho incontrato moltissime difficoltà. Ma proprio affrontando queste difficoltà con costanza e alzando sempre più l’asticella una volta superati i problemi sono riuscita diventare quella che sono”.P_20160422_120628
Quindi si è passati ai consigli, a come colmare le lacune non tanto a livello tecnico, ma a livello mentale. Un campione lo si nota anche dall’atteggiamento tenuto lontano dalle gare: “I giovani – prosegue Valeeva – ma a volte anche gli allenatori, devono convincersi a seguire i consigli dei professionisti e di chi ha grande esperienza internazionale. C’è chi lo fa e chi invece è convinto di sapere già tutto e magari rovina un atleta promettente. I ragazzi devono avere l’umiltà di ascoltare e la voglia di migliorarsi continuamente. La differenza tra chi vince a lungo e chi vince una volta sola è tutta qua. Se si vuole rimanere vincenti a lungo bisogna continuare a imparare, filtrare le informazioni che possono essere utili e ascoltare il proprio corpo. Dopo ogni gravidanza ho dovuto tutte le volte imparare nuovamente ad ascoltare i messaggi del mio corpo e a sopportare la fatica. Anche così ho costruito i miei successi nel tempo”.
P_20160422_113758Infine uno sguardo alla situazione nazionale: “Nel tiro con l’arco non c’è grandissimo ricambio – conclude -. In questo momento i giovani rimangono pochissimo tempo nel giro del tiro con l’arco e delle nazionali. Questi ragazzi hanno già una buona preparazione tecnica di base, alcuni sono più avanti alcuni più indietro nella preparazione, ma già si può intravvedere chi ha talento, chi è un buon atleta e chi farà più fatica. La bontà di questo progetto è il metodo. Finora per comporre i gruppi nazionali, anche quelli giovanili, venivano presi in considerazione soltanto i risultati, ora invece si guarda più alle capacità tecniche. Significa che i giovani nel giro della nazionale raddoppieranno e anche gli adulti avranno qualche pressione in più”.

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