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Hockeisti in ritiro a Mori, sognando l’Europeo

Al lavoro a Mori per preparare gli europei under 16 di luglio. I 25 migliori azzurrini dell’hockey su prato si sono ritrovati nel centro lagarino per 4 giorni di stage. Si tratta di un “preraduno” in vista della rassegna continentale alla quale la nostra nazionale vuole arrivare il più preparata possibile, nell’ottica di fare una bella figura. Provenienti da ogni parte d’Italia (erano stati invitati anche due ragazzi trentini ma non se la sono sentita di partecipare) i ragazzi hanno sostenuto diverse sessioni di allenamento sotto gli occhi vigili della responsabile Alessandra Campedelli e del suo staff. “L’obiettivo – spiega Campedelli –  è selezionare i migliori, ed è solo il primo passo della collaborazione con il progetto Talenti 2020. La federazione si è rinnovata, dando parecchia importanza al settore giovanile e si è subito interessata il Talenti 2020. Si sperava di cominciare sia col maschile sia col femminile, ma non era possibile e allora si è scelto il maschile under 16 che sta lavorando con ottimi risultati e prospettive di crescita”. Come è nato questo raduno? In realtà abbiamo diviso l’italia in 5 zone territoriali e ogni 2 settimane ci si ritrova per fare il punto quindi l’attenzione è già alta sui ragazzi. In questo caso andiamo a fare un’ulteriore selezione tra i migliori 25 di queste zone ma ci tengo a sottolineare che non si tratta di una bocciatura per chi non è qua a Mori e che teniamo in considerazione anche tutti gli altri, soltanto dovevamo sceglierne 25 e non potevamo portarli tutti. Tra questi saranno scelti i 10 che a luglio formeranno la squadra nazionale degli europei. La federazione ha introdotto anche l’hockey a 5 (un po’ come succede per il calcio a 5, ndr) per dare la possibilità di formare delle squadre giovanili anche alle società che magari non hanno i numeri per fare una formazione “normale” a 11 e così evitare la dispersione di atleti o peggio l’abbandono. Come sta affrontando la federazione nazionale il progetto? Abbiamo creato un nuovo staff e stiamo cercando di crescere in quest’ottica, in modo che gli atleti facciano un percorso di crescita anche mentale. L’europeo è solo una delle tappe previste in un progetto di medio lungo periodo. Penso che ci siano le premesse per espandere il movimento a macchia d’olio con ripercussioni sia per le società sia per i tecnici, non solo per i giocatori. Purtroppo la volta precedente questo non è successo in quanto si sono affrontate le cose nella maniera sbagliata.89c8444dad13e2cfd2c035e178100ded_L Cosa prevede il ritiro? Abbiamo scelto un programma equilibrato ma a ritmi serrati. Il sostegno della psicologa deve essere visto come un incentivo per i ragazzi. Si tratta di una cosa nuova, che non hanno mai fatto a livello di club e di conseguenza sono molto attivi e cercano di portare via quanto più possibile da questi giorni. Sanno bene che è una parte importante della loro crescita e che non basta allenare la tecnica per raggiungere alti livelli. Ci vuole qualcosa in più Pregi e difetti dei ragazzi? Ho visto molto entusiasmo, anche perché radunarsi assieme e vestire tutti la stessa maglietta con la scritta “Italia” è sempre motivo d’orgoglio. Questi giovani arrivano da realtà diverse e le motivazioni le hanno già trovate dentro di loro perché sanno che essere qua è un privilegio per pochi. La difficoltà più importante che ho riscontrato, anche per loro stessa ammissione, è quella di rimanere sempre sul pezzo. I ragazzi passano molto tempo sul campo, ma adesso lavorano anche sul “come” stare in campo in una certa maniera e su come essere efficaci in ogni momento della partita. af7128f7d2746b841281fdc27c07962f_L

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