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Più italiani che fanno sport, ma resistono i sedentari

Più italiani che fanno sport, più giovani, più uomini che donne, più al nord che al sud. Negli ultimi 2 anni gli sportivi italiani sono aumentati. Lo dice lo studio “La pratica sportiva in Italia”, presentato dall’Istat nei giorni scorsi. Nel biennio 2013-15 la percentuale di persone che si dedica alla pratica di uno sport è cresciuta del  2,7%.  A crescere sono in particolare i bambini tra i 6 e i 10 anni (da 59,5% si passa a 65,3%) e fra le persone che risiedono in città piuttosto che nei paesi. Dati positivi, soprattutto se si tiene a mente la flessione del triennio 2010-2013.  In base ai dati in possesso dell’istituto, un terzo della popolazione al di sopra dei 3 anni (19 milioni e 600 mila, il 33,3%) nel 2015 ha praticato sport, in modo continuativo o saltuario. La pratica sportiva aumenta e la sua forza è rappresentata dal Coni, pilastro del sistema sportivo italiano con oltre 11 milioni di praticanti e atleti nel 2015.  Non tutto è rose e fiori. Resta ancora una percentuale piuttosto elevata, il 26,5%, che non si definisce propriamente sportiva ma attivi fisicamente e soprattutto il 39,9% di sedentari. Significa che se 6 italiani su 10 fanno sport agonistico o amatoriale in maniera saltuaria, ne rimangono 4 che non ne vogliono sapere di alzarsi dal divano. E pensare che ogni punto percentuale rubato ai “campioni da divano” vale un risparmio di 80 milioni in termini di assistenza alla salute. Un dato comunque preoccupante e preoccupa anche il persistere delle differenze di genere: fanno sport più gli uomini che le donne (28,3% contro 19,5%) e gli italiani sono più sedentari al sud dove la percentuale di sportivi agonisti è del 23,9% contro il 39% del nord. “Un  gap clamoroso – ha ammonito il presidente del Coni Malagò – sotto il cui impulso sono stati stanziati fondi supplementari del Governo per la riqualificazione di impianti sportivi al sud e nelle periferie italiane. Si riparte dai ragazzi e con l’occasione è stato presentato anche il progetto Coni Ragazzi – Diventa il tuo atleta preferito, che ha visto gli studenti cimentarsi in varie discipline al fianco dei testimonial Alessandra Sensini, Andrea Lucchetta, Carlo Molfetta, Rosalba Forciniti, Edwige Gwend, Giovanni Di Cristo e Andrea Lemmi”. giovanni-malago-coni

Un’ulteriore spinta potrebbe provenire se Roma si aggiudicasse le Olimpiadi del 2024: “Pensate cosa potrebbe accadere – prosegue il numero uno dello sport in Italia – in termini di numeri se il 13 settembre del 2017 otterremo l’organizzazione dell’Olimpiade 2024. L’effetto Olimpiade trascinerebbe un popolo, sia culturalmente che come affiliazioni, aumenterebbe il proselitismo e voglia di fare sport per un paio di generazioni, per almeno dieci anni».

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