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I talenti della canoa a Caldonazzo

Esercizi di equilibrio, sedute con gli psicologi, camminate nel verde e tanti colpi di pagaia. E’ solo un estratto del lavoro svolto dai 18 talenti (6 ragazze e 12 ragazzi individuati sulla base dei risultati dello scorso anno), provenienti da tutt’Italia con cui il Coni di Trento e la FICK ha intrapreso un percorso che li porterà fino alle Olimpiadi del 2020. Dopo l’incontro con lo staff assieme ai genitori per condividere con loro ogni aspetto e la gara internazionale di Mantova dove si sono conosciuti, per i 18 campioni in erba si tratta della terza tappa del progetto. Per lavorare al meglio e rinsaldare lo spirito di gruppo si sono ritrovati sulle rive del lago di Caldonazzo, in Trentino agli ordini del direttore tecnico Ezio Caldognetto che svela alcuni retroscena sui ragazzi in questione a cominciare dalla scelta della location.
Perché proprio Caldonazzounnamed?
Per la qualità delle strutture e la temperatura esterna e dell’acqua. Qua, con le temperature più basse dell’acqua, è necessario imprimere maggiore forza per raggiungere la stessa velocità che si ottiene nelle zone più calde e quindi abbiamo un ottimo banco di prova in vista dei prossimi appuntamenti internazionali. Il lavoro viene fatto in maniera diversa rispetto agli allenamenti abituali dei ragazzi. Per esempio abbiamo svolto delle sessioni sulle tavole da windsurf per aumentare il controllo e la coordinazione su diverse superfici. Si tratta di fare un tipo di allenamento più mirato e meno monotono di quello che solitamente i ragazzi fanno nei club di appartenenza.
Cioè?
Cioè esercizi per aumentare controllo, equilibrio e coordinazione, ma anche dei circuiti di movimento con carichi naturali per potenziare il fisico, esercizi per abituare il cervello a fare un movimento il più efficace possibile riducendo al massimo lo sforzo e le dispersioni di energia. Non si tratta più di fare un allenamento, ma una sorta di gioco creativo che possa appassionare i ragazzi e quindi farli concentrare più rapidamente e con maggior vigore negli esercizi che stanno svolgendo. Si tratta di fornire stimoli diversi ai ragazzi facendoli lavorare in economia.unnamed2
E funziona?
Assolutamente sì. I ragazzi imparano divertendosi degli schemi mentali e degli esercizi che poi ripetono automaticamente una volta in acqua. Uno strumento molto più interessante ed educativo rispetto all’allenamento tipico che consiste nell’andare in acqua muniti di gps e controllare ogni cosa man mano che si procede. In questo modo possiamo capire immediatamente cosa funziona, cosa non funziona e intervenire in maniera precisa e tempestiva per correggere eventuali difetti. Un metodo sicuramente diverso da quelli tradizionali e la cosa curiosa è che nelle società ho visto più disponibilità al rinnovamento i vecchi allenatori rispetto a quelli giovani che paiono più chiusi e arroccati sulle proprie idee. Allo stesso modo questo tipo di allenamenti evita di pesare sulle famiglie, che spesso investono molti soldi per acquistare una canoa da oltre 3 mila euro ma soddisfano le aspettative di avere un atleta invece che un figlio e un ragazzo.
I ragazzi hanno già una distanza in cui si esprimono al meglio?
Non c’è una specializzazione ben definita, i ragazzi a quest’età fanno un po’ di tutto e scelgono secondo la loro attitudine piuttosto che secondo le loro caratteristiche o talento. Alla fine il risultato dipende anche dall’appagamento che un atlete riesce a trovare nella sua disciplina. C’è chi è più competitivo e si sente in grado di sconfiggere tutti su qualsiasi distanza, c’è chi preferisce dosare lo sforzo su più distanze mentre chi sceglie la potenza pura. La specializzazione arriva col tempo.

Quali sono le differenze tra gli atunnamed1leti di nuova generazione?
Rispetto al passato sono molto più abituati alla comunicazione, molto più preparati a livello teorico e molto più avvezzi alla tecnologia. Questo significa un grado di conoscenza della propria disciplina maggiore rispetto al passato. Purtroppo tutto questa conoscenza si limita solo al livello teorico, perché quando si calano in acqua le cose cambiano. Anche a livello di movimenti si palesano alcune lacune dovute proprio alla scarsità di movimento fatto. In questi tre giorni abbiamo notato che sanno fare bene alcuni movimenti ma altri più basici come la semplice corsa

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