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Il Dna da campione? Non esiste!

Inutile cercare nel Dna la predisposizione per un determinato sport o la via per migliorare le prestazioni. Pare una follia eppure esistono in commercio test genetici in grado di prevedere se il bambino diventerà un campione sportivo. Della questione se ne è occupato un gruppo di scienziati secondo cui nessun bambino o giovanissimo atleta dovrebbe essere sottoposto a questi esami per individuare un particolare talento sportivo o aumentare le prestazioni atletiche, in un lavoro pubblicato sul ‘British Journal of Sports Medicine’. La dimostrazione scientifica dell’efficacia di questi test commerciali “è semplicemente troppo debole per sostenere il loro uso”, dice il gruppo di 22 esperti in genomica, esercizio fisico, prestazioni sportive, malattia, infortuni e antidoping. Se la genomica ha fatto rapidi balzi in avanti negli ultimi dieci anni, la capacità di interpretare il significato dei risultati dei test genetici è ancora in una fase relativamente precoce, sottolineano gli scienziati.1444212564-maxresdefault

Commercio. Questo però non ha impedito la diffusione e la crescita di test genetici fai da te, diretti ai consumatori, che sostengono di essere in grado di individuare il tipo di talento sportivo dei bambini o di ‘disegnare’ un allenamento su misura per massimizzare le prestazioni. Chiunque abbia voglia di sborsare una certa cifra e un campione di saliva può richiedere uno di questi test. Ma proprio questo “fiorente mercato” ha suscitato il timore che il livello attuale delle conoscenze sulla genetica delle prestazioni sportive sia stato travisato a scopo di lucro. Così il team di ricercatori ha esaminato la disponibilità dei test genetici fai da te. Scoprendo che 39 aziende commercializzano esami associati a prestazioni sportive, performance o lesioni. “Le pubblicità – affermano i ricercatori – promettono grandi cose: ‘Personalizza il tuo allenamento in base alla genetica sportiva’, ‘Svela la predisposizione genetica del bambino per il successo in sport di squadra o individuali, di velocità, potenza o resistenza’, o ancora ‘Noi usiamo i risultati del Dna per aiutarvi perdere grasso, dimagrire, costruire il muscolo’”. Per oltre la metà delle 39 aziende non è stato possibile scoprire quali sequenze di geni e varianti sarebbero state testate, perché questa informazione non è stata fornita. Per il resto, il numero medio di varianti testate era pari a 6, ma variava da 1 a 27″.shutterstock_57513580

Basi scientifiche. Gli esperti sottolineano l’assenza di validi dati scientifici per guidare la selezione delle varianti, cosa che mina il valore di test multipli, scrivono nel documento. “Se ulteriori dati indubbiamente emergeranno sulla genetica della prestazione sportiva, attualmente questi sono molto limitati”, recita il documento di consenso. “Di conseguenza, allo stato attuale delle conoscenze, nessun bambino o giovane atleta dovrebbe essere esposto a test genetici per definire o modificare la formazione” sportiva “o per identificare un talento allo scopo di selezionare bambini o adolescenti dotati”, concludono gli autori.UCI Mountain Bike & Trials World Championships - Day Four

Illusioni. Non ha dubbi nemmeno il genetista Bruno Dallapiccola, direttore scientifico dell’ospedale Bambino Gesù di Roma: «Comprare questi test vuol dire buttare i soldi: la genetica ha fatto grandissimi passi avanti, ma oggi conosciamo una briciola delle caratteristiche del genoma coinvolte nelle prestazioni sportive. Insomma, questi esami sono poco più di una bufala e l’idea di sottoporre un bambino a un test del Dna per capire se potrebbe diventare un talento in un determinato sport oggi è un’illusione». Quattro milioni di lettere del Dna ci rendono diversi l’uno dall’altro, sappiamo che alcune variazioni genetiche sono vantaggiose e altre svantaggiose, ma per esempio conosciamo solo una piccolissima parte dei geni coinvolti nel metabolismo del muscolo. Inoltre la predisposizione genetica è importante, ma non sufficiente per fare un campione: quante storie conosciamo di atleti che da piccoli erano gracilini e poi, a forza di allenamento, sono diventati grandissimi. Usiamo la scienza con giudizio e diffidiamo dei “pacchetti”, specie se non c’è una consulenza genetica pre e post-risultato». Bisogna rassegnarsi: per diventare campioni non basta essere figli di campioni nel passato, o avere dei presunti geni o fattori: solo l’allenamento e il sacrificio portano a risultati.

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